Marsala

Marsala è una delle principali città siciliane per patrimonio archeologico, monumentale e paesaggistico; con l’economia prevalentemente agricola, basata sull’industria del vino , ha nel tempo sviluppato la sua vocazione turistica ed oggi è tra le mete più amate della Sicilia occidentale. Punta estrema della Sicilia occidentale, sorge su Capo Boeo: da un lato la protegge Erice; dall’altro l’abbracciano Segesta e Selinunte. Per popolazione (quasi 90 mila residenti) è il quinto comune della Sicilia, con un territorio esteso oltre 240 chilometri quadrati, pianeggiante e in parte collinare. Marsala è ben collegata alla rete autostradale; facilmente raggiungibile in aereo (a 15 Km c’è l’aeroporto di Trapani/Birgi, a meno di cento quello di Palermo/Punta Raisi); vicina ai due maggiori porti (Trapani, Palermo) che collegano la Sicilia al nord Italia, alle isole di Ustica, Pantelleria e alle Pelagie, nonchè alla Tunisia.


Collegamenti quotidiani sono assicurati dal porto di Marsala per le isole Egadi (Favignana, Levanzo,Marittimo).
Nella storia della Sicilia, Marsala affonda le sue radici nel IV secolo a.C., quando dal mare giunsero i Fenici per insediarsi nell’isola di Mozia, la perla archeologica dello Stagnone che i Cartaginesi difesero invano nel 397 a.C. dagli attacchi di Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. I superstiti si rifugiano sul vicino promontorio di Capo Boeo, e qui fondano Lilybeo. Poi la lunga dominazione dei Romani, sotto i quali fiorisce il commercio e si sviluppano gli affari. Nell’VIII secolo arrivano i pirati Arabi: distruggono Lilybeo e la ribattezzano col nome di Marsa Allah, Porto di Dio (secondo altri Marsa Alì) da cui l’attuale nome Marsala.
Ai musulmani seguono i Normanni e gli Svevi: siamo a cavallo tra il XII e il XIII secolo, durante il quale gli interessi economici della città si spostano dal mare alla terraferma. Marsala diventa centro agricolo, nascono e si sviluppano i feudi nei quali – grazie agli Angioini – si diffondono le colture dei cereali e cresce la pastorizia. Nel 1575 avviene un fatto clamoroso: gli Spagnoli chiudono il porto per fronteggiare le invasioni dei pirati. E’ il declino delle attività legate al mare, mentre si avvia la diffusione della viticoltura. Lungo le coste spuntano torri d’avvistamento; nell’entroterra nascono i bagli che scandiscono i ritmi della vita contadina.
Un “rincorrersi” tra mare e terra la storia di Marsala che – nel 1773 – trova un suo punto di equilibrio nel vino grazie agli Inglesi; prima John Woodhouse (intraprendente commerciante di Liverpool), poi Ingham e Whitaker scoprono e valorizzano la più antica Doc d’Italia: il marsala. I Florio, dieci anni dopo, saranno i primi italiani a commercializzarlo. Nel periodo Risorgimentale, l’11 Maggio 1860, data importante per Marsala, sbarca Giuseppe Garibaldi che, con i Mille, avvia l’unità d’Italia. Il resto è storia recente, pressappoco identica a tante altre cittadine del meridione italiano, aggravata dai bombardamenti della 2^ guerra mondiale: l’11 Maggio 1943, il più terribile di tutti. Per l’eroica capacità di ripresa da quel nefasto giorno, Marsala è insignita della Medaglia d’Oro al Valore Civile.
L’avere subito tante dominazioni straniere ha i suoi risvolti positivi – oltre che nelle testimonianze e nei documenti storici – anche nel senso dell’ospitalità mediterranea dei marsalesi. Nell’ultimo decennio si è notevolmente incrementato il flusso delle presenze turistiche, aumentando altresì la ricettività. Dai tre alberghi di dieci anni fa si è passati agli attuali 14; mentre un vistoso incremento si è avuto nell’extralberghiero: agriturismi, turismi rurali, B&B, affittacamere, e case vacanza utilizzate nel lungo periodo estivo. Tutto ciò è frutto di una seria programmazione delle Amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, con progetti di promozione del territorio che hanno visto Marsala presente in molte rassegne turistiche in Italia e all’estero. Il restauro artistico e architettonico delle opere pubbliche, poi, ha ridato lustro all’antica Lilybeo.
Così, il centro storico – racchiuso tra Porte e Bastioni – svela musei e palazzi, chiese e monumenti, piazze e teatri. Sulla via della Giudecca ricade il moderno Complesso San Pietro che ospita il Museo civico. Nel Cassaro si fa shopping e si respira l’antico e il moderno di Marsala; mentre artistico e suggestivo è il mercato del pesce, nel quartiere spagnolo. Verso Capo Boeo si estende il Parco archeologico con la Venere Callipige e la Nave Punica, i mosaici dell’Insula romana e la grotta della Sibilla Lilybetana con il Battistero di San Giovanni. Ma l’itinerario artistico e culturale riserva altre tappe: il Convento del Carmine (sede della Pinacoteca comunale), il “regio” teatro Eliodoro Sollima, piazza Loggia con la Cattedrale e Palazzo VII Aprile, il museo con gli Arazzi fiamminghi. Fuori dal centro urbano, si ammira la laguna dello Stagnone con le quattro isole della Riserva naturale, le saline, i mulini a vento: tesori di un paesaggio incontaminato, tipicamente mediterraneo. Il Canalone, poi, costeggia il parco attrezzato di Villa Genna e si snoda fino agli imbarcaderi per l’isola di San Pantaleo, lungo vasche e montagne bianche di sale: al tramonto i colori creano riflessi di insolita bellezza. Uno scenario incantevole fino alla fenicia Mozia, custode di pregevoli reperti archeologici esposti nel museo Withaker. Su tutti si impone la statua del Giovane in tunica.
Rinomata è l’enogastronomia per le diverse tipologie di vini prodotti, per i piatti tipici ( cuscus di pesce, pasta con le sarde, busiati ,pasta fresca lavorata a mano. con tonno etc..) , per i dolci ( cassata, cannoli e cappidduzzi di ricotta; cassateddi di fichi secchi, mustazzoli di vino cotto) e per la gelateria.